Vai al contenuto principaleVai al footer

Abito di gala

Manifattura italiana

Data
1823 c.
Tecnica
Raso di seta color avorio; tulle meccanico color avorio; filo in oro lamellare
Inventario
Tessuti Antichi 1623

Questo importante abito di gala è appartenuto alla marchesa Marianna Venturi Garzoni, moglie dal 1821 del marchese Carlo Ginori Lisci. Il colore e gli ornamenti dell'abito rimandano ancora alla moda del periodo Impero che traeva il suo repertorio decorativo dalla scultura e dall’architettura classica, ma le linee dell’abito hanno già cominciato ad allontanarsi dall’assoluta verticalità della moda dell’inizio del XIX secolo, mostrando i primi segni del percorso che porterà la moda femminile a gonfiare progressivamente i suoi volumi fino alle mastodontiche gonne a crinolina degli anni Sessanta del secolo. Il punto vita è ancora alto ma non più sotto il seno, e la gonna ha un discreto volume, forse originariamente sostenuta da una sottogonna cordonata, ossia irrigidita da cordoncini cuciti nel tessuto. Tutti questi elementi permettono di datare quest’abito agli anni Venti del XIX secolo. Inoltre, la sontuosità complessiva del capo, in particolare per l’esteso ricamo in filo d’oro forse di manifattura francese, suggerisce un uso cerimoniale che lo fa ricondurre presumibilmente al ruolo di Dama di Corte che la marchesa ricoprì nel 1823.

L’abito è in raso di seta color avorio ricoperto di tulle meccanico dello stesso colore, che sulla gonna termina in un orlo più corto e smerlato. Il tulle è ricamato in oro lamellare, ossia un filato ottenuto riducendo l’oro in lamina e poi tagliandolo per avere lunghe sottilissime fettucce. il ricamo punteggia la superficie con piccole mouches, “mosche”, disseminate su tutto il tulle, e nel centro davanti a partire dal punto vita si apre in un ampio tralcio di palmette e fiori punteggiati di perline, che scende allargandosi fino all’alta balza dell’orlo, donando all’abito una lucentezza particolare e vivissima. Il ricamo in oro è poi ripreso anche lungo l’orlo della gonna in raso dove forma due bande parallele. L’abito ha ampia scollatura a barca rifinita da pieghe orizzontali, maniche corte impreziosite da merletto a fuselli, e orlo che lascia in vista scarpe e caviglie. È allacciato nel centro dietro da gancetti metallici.

In fase di restauro il delicato tulle ricamato è stato consolidato con un supporto anch’esso in tulle trattato con resina, e ricoperto da un ulteriore strato di tulle, fissato ad ago e poi rimosso nelle parti che coprivano le grandi aree ricamate.

Dono dell’associazione Amici della Galleria del Costume, Firenze.
Provenienza Paolo Venturi Ginori Lisci, Firenze.
Accessori non originali.

Bibliografia

La Galleria del Costume/2, Centro Di, Firenze, 1986, p 24

Testo di
Camilla Colombo; Vanessa Gavioli
Tags
Vuoi visitare Palazzo Pitti?
Organizza la tua visita a Firenze, trova prezzi ed orari del museo.

La Newsletter delle Gallerie degli Uffizi

Iscriviti per restare informato!