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Abito in due pezzi, corpino e gonna

Manifattura italiana (etichetta “M. Zuckermann / Milan Corso Venezia 15 / Paris Rue de la Paix 1”)

Data
1915-16 c.
Tecnica
Raso di seta nero, velluto unito di seta nero
Inventario
Tessuti Antichi 3810

Quest’abito, profondamente diverso da quelli proposti dalla moda fino a un paio di anni prima, riflette perfettamente il rapido cambiamento che investì l’abbigliamento femminile nei primi anni della Grande Guerra. Con gli uomini chiamati in massa al fronte, le donne si ritrovarono a rivestire ruoli fino a quel momento loro preclusi, e nelle nuove vesti di impiegate, infermiere, ma anche operaie o autiste di autobus avevano bisogno di un abbigliamento comodo che lasciasse maggiore libertà di movimento. Nel giro di pochi mesi le gonne lunghe e strette in voga nella prima metà degli anni Dieci del secolo, che costringevano a camminare a piccoli passi, sparirono dalle pagine delle riviste di moda, sostituite da gonne larghe e sensibilmente più corte, accompagnate a bluse morbide o giacche dritte, che non richiedevano più di essere indossate sopra a costrittivi busti steccati.

Quest’abito, pur non essendo destinato al lavoro come suggerisce il tessuto prezioso, incarna perfettamente questi dettami. Il corpino è blusante, fittamente arricciato sulle spalle, ampiamente scollato e con maniche lunghe e svasate, ed è allacciato sul davanti da gancetti metallici. È un capo facile da indossare e da portare. La gonna a balze, ornata da tre volant arricciati nello stesso tessuto, è larga e si ferma ben sopra alle caviglie, permettendo di camminare agilmente e senza impacci. Anche la scelta del colore è figlia degli anni della guerra, che fece propendere per tonalità scure e sobrie, più pratiche e maggiormente adatte ad una vita più attiva.

Questa moda durerà però solo pochi anni, prima che le ristrettezze del conflitto e la difficoltà di reperire tessuti, soprattutto pregiati, costringano a un nuovo cambiamento nelle linee, portando le gonne degli abiti femminili, pur rimanendo corte, a stringersi nuovamente per utilizzare meno tessuto.

 

Dono di Umberto Tirelli, Roma.
Accessori non originali.

Bibliografia

Umberto Tirelli e Maria Cristina Poma, Donazione Tirelli: la vita nel costume, il costume nella vita, Arnoldo Mondadori, Milano, 1986, p 208; La Galleria del Costume/4, Centro Di, Firenze, 1990, p 82.

Testo di
Camilla Colombo; Vanessa Gavioli
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