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L’elemosina di san Nicola; san Nicola ordinato vescovo di Myra

Ambrogio Lorenzetti (Siena, notizie 1319-1348)

Data
1330 - 1335 c.
Collezione
Pittura
Collocazione
A6. Il Trecento a Firenze
Tecnica
Tempera su tavola, fondo oro
Dimensioni
96,2 x 52,3 cm
Inventario
1890 n. 8348
Restauri
2017

Nella scena in alto, san Nicola è intento a gettare alcuni pezzi d’oro ad un uomo povero per permettergli di costituire la dote per le figlie necessaria per maritarsi. L’elemosina di Nicola è esemplare, compie l’atto caritatevole di nascosto, in umiltà, senza cercare riconoscenza.

Nella scena inferiore Nicola è ordinato vescovo della città di Myra, in Asia minore, per volontà divina. La leggenda narra che ai prelati riuniti per eleggere il nuovo vescovo di Myra, una voce ordinasse di scegliere il primo uomo che fosse entrato in chiesa e si fosse chiamato Nicola. La scena mostra il santo due volte, in primo piano a destra, vestito di rosa all’ingresso della chiesa, mentre è avvicinato da un prelato, e poi di nuovo inginocchiato nel presbiterio davanti all’altare, dove viene ordinato sacerdote e vescovo.

La tavola è la prima parte parte di un ciclo con quattro storie della leggenda di San Nicola (vedi anche inv. 1890 n. 8349 ), la cui struttura complessiva rimane ancora oggi misteriosa. La presenza di elementi di raccordo lungo uno dei due margini di entrambe le tavole fa pensare che i due pannelli costituissero gli elementi laterali di un dossale d’altare che aveva probabilmente al centro la figura del santo.

Pervenuti alle Gallerie fiorentine dall’abbazia benedettina di Santa Maria a Firenze all’inizio del XIX secolo, erano originariamente parte degli arredi di una chiesa vicina intitolata a San Procolo. Sono una testimonianza sublime dell’attività del pittore senese Ambrogio Lorenzetti, che, come il fratello Pietro, lavorò per vari committenti fiorentini. Oltre alle straordinarie doti di narratore, il pittore dimostra in queste eccezionali opere la sua predilezione per orchestrazioni spaziali complesse e grande maestria nella raffigurazione delle architetture. La stesura pittorica, seppure impoverita, è assai raffinata, curatissima anche nei dettagli più piccoli.

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