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Basamento Barbaro Prigioniero (detto comatus)

Arte romana

Data
Metà III sec. d. C. ( 240/260 d. C.)
Collocazione
Cortile di Bacco
Tecnica
Marmo lunense
Dimensioni
187 x 95 cm
Inventario
Boboli n. 14, 15, 16

Questo basamento, come quello a fianco, faceva parte di un arco trionfale databile alla metà del terzo secolo, eretto sulla via Lata a Roma (attuale via del Corso). La struttura antica fu demolita nel 1491 per l’ingrandimento dell’adiacente chiesa di Santa Maria in Via Lata. I rilievi furono rinvenuti nel 1523 e passarono nella collezione Della Valle, prima di essere acquisiti da Ferdinando de’ Medici nella seconda metà del XVI secolo. Si tratta di una base con rilievi istoriati, composta da quattro lati di cui solo tre decorati:

-lato A: la figura femminile rappresenta la personificazione della Vittoria. Se ne riscontrano, infatti, tutte le caratteristiche iconografiche come le ali, la foglia di palma tenuta nella mano destra e la veste rigonfia di vento. Con il capo ritratto di lato, la Vittoria volge lo sguardo al trofeo caratterizzato da una corazza interposta tra due scudi, giavellotti, una scure e uno strumento a fiato. In basso, sulla sinistra, troviamo un barbaro prigioniero con ancora i polsi legati da una catena e a torso nudo.

-lato B: si tratta di un Dioscuro raffigurato stante con il capo rivolto a sinistra. Indossa un berretto (pileus) da cui fuoriescono ciocche di capelli finemente scolpite. Indossa una clamide che ricade morbida sulle spalle e copre tutto il torso; con la mano sinistra regge un’insegna, mentre con la destra tiene il morso del cavallo di cui si intravedono solo la criniera e la zampa anteriore destra. Tutte queste caratteristiche sono tipiche dell’iconografia dei Dioscuri, i quali, secondo la mitologia, solevano apparire agli eserciti prima di una battaglia, decidendone la vittoria.

-lato C: il rilievo raffigura un barbaro prigioniero condotto da un soldato romano, visibile solo in parte in quanto una porzione di decorazione è stata tagliata. Il barbaro ha le braccia legate dietro la schiena ed è raffigurato con la testa e le gambe di profilo; indossa una veste con maniche molto ampie e una clamide che ricade sul lato posteriore del corpo. Il soldato indossa una corazza parzialmente coperta da un mantello e un elmo.

Bibliografia

B. Bargilli, D. Cappa, D. Rapino (a cura di), I restauri delle sculture di Boboli 2006 – 2009, Sillabe s.r.l., Livorno, 2010, pp. 41-43; F. Gurrieri, J. Chatfield, Boboli Gardens, Editrice Edam, Firenze 1972, p. 40.

Testo di
Fabrizio Paolucci
Ipervisioni
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